La detached mindfulness: che cos’è? a cosa serve?

Molto più comunemente conosciuta è la mindfulness, traducibile con l parola “consapevolezza”, è una pratica che aiuta a prestare attenzione intenzionalmente al momento presente con atteggiamento non giudicante. Possiamo definirla come un modo per coltivare una più piena presenza all’esperienza del momento, al qui e ora. Oggi è particolarmente conosciuta grazie a Jon Kabat-Zinn, che ha dato ideato un programma per la riduzione dello stress, noto come MBSR (Mindfulness-Based Stress Reduction ). Pratica utilissima, con numerose evidenze scientiche. Ma il soggetto del mio articolo non è la mindfulness..ma la detached minfulness.

Perchè la detached mindfulness? Perchè la mindfulness può essere indicata per tutti, ma, in realtà non va bene per alcuni disturbi psicologici, come ad esempio quelli che implicano un’eccessiva attenzione per il corpo e a tutto quello che accade dentro al corpo (respiro, battito, etc.).

Di detached mindfulness non si sente mai parlare. Come mai? Cos’è? A cosa serve?

La detached minfulness (Wells e Mettws – 1994) è una strategia metacognitiva, che può essere descritta come:

Uno stato di coscienza dei propri stati interni senza l’obbligo di valutarli, senza tentare di controllarli o reprimerli e senza mettere in atto qualche comportamento particolare. Questo si può fare, decidendo di non preoccuparsi in risposta a un pensiero intrusivo, permettendogli di occupare il proprio spazio mentale, senza intraprendere alcuna azione o dargli alcuna interpretazione ulteriore, con la consapevolezza che si tratta solo di un evento mentale

Wells, 2005

Andiamo a spiegare ancora meglio. Il termine minfulness, richiama alla consapevolezza e detached, al distacco, alla presa di distacco da ogni reazione emotiva nei confronti di ogni evento interno.

Si incoraggia il paziente ad astenersi dal valutare i propri pensieri, con lo scopo che di portare a vivere il pensiero come un evento mentale e a viverlo come tale.

Questo nella pratica ha come effetto la riduzione dell’ansia, del rimuginio e della ruminazione, tipica di alcuni disturbi d’ansia (DOC, ipocondria, disturbo d’ansia generalizzato), della depressione e del disturbo post traumatico da stress, di riescire a limitare lo sviluppo di strategie di coping (di fronteggiamento degli eventi) maladattive.

La DM non è quindi un modo per evitare i pensieri, ma un nuovo modo di viverli.

...Vero o falso rimane sempre un pensiero…indipendentemente dal fatto che sia vero no, vorrei che prendesse le distanze e lo vedesse come qualcosa separato da sè..adesso faccia attenzione a quel pensiero, ne prenda le distanze e lo osservi…

Ci sono diversi modi che si possono apprendere per esercitarsi a fare questo, tra i tanti quello di immaginare i pensieri come nuvole , da osservare quando si guarda l’orizzonte e tanti altri; strategie che possono essere apprese in un percorso psicologico mirato e personalizzato.

Se vuoi saperne di più contattami:

tiziana.montalbano@hotmail.it

+39 375 547 1484

Bibliografia:

  • Wells, A. (2012).  Terapia metacognitiva dei disturbi d’ansia e della depressione. Firenze: Eclipsi
  • J. Kabat – Zinn (2019). Vivere momento per momento. Tea

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