Malinconia, tristezza e depressione: definizioni e strategie

Edvard_Munch_-_Melancholy_(1894)Melancholy (E. Munch)

Non è semplice riuscire a distinguere la malinconia, dalla tristezza e dalla depressione.

Sono tre concetti che hanno qualcosa in comune tra di loro, ma indicano uno stato e una condizione completamente diversa.

Andiamoli a vedere nello specifico.

La Malinconia

La malinconia si può definire come il desiderio di qualcosa che in passato abbiamo avuto e che ci rendeva felici, che non possiamo più recuperare, di cui ne sentiamo terribilmente la mancanza. La malinconia non va, però, associata necessariamente a qualcosa di triste, ma anche a un ricordo felice del passato.

In tanti tra gli artisti (scrittori, poeti, pittori, etc.), hanno cercato di definire la malinconia, chiamandola in diversi modi,(es:”male di vivere”, “Spleen”).

Da una parte la malinconia può essere un mezzo per accedere alla nostra creatività, perchè ci porta a stare con noi stessi e a fare un lavoro interiore che può sfociare in creazioni artistiche (dipinti, poesie, sculture, composizioni musicali, etc.); dall’altra parte, un aspetto da non sottovalutare è la “quantità” di tempo che passiamo a guardarci indietro e a pensare al passato. La malinconia infatti può essere anche indice di una difficoltà di vivere il presente, un modo per manifestare la scontentezza che abbiamo. Quando il sentimento della malinconia si presenta troppo spesso, non ci godiamo il presente, ma viviamo nel ricordo del passato. In questo caso si rende necessario farsi aiutare affinché questo stato non si cronicizzi e trasformi in depressione

 

La Tristezza

La tristezza, invece, è uno stato d’animo che va ascoltato e vissuto perchè porta a fermarci e a comprendere cosa ci sta succedendo.

Essere tristi non è sinonimo di debolezza, viviamo quel momento di tristezza, accettiamolo e cerchiamo di interrogarci sulle origini del nostro stato. Da questa riflessione potrebbero nascere nuove e importanti soluzioni utili per la nostra vita.

La Depressione

Le forme lievi di depressione possono essere causate da un evento fortemente stressante (separazione, lutto, divorzio, cambio di città o lavoro, etc.) che può capitare a chiunque nel corso della vita. Se l’episodio va superato e l’evento stressante elaborato, l’episodio depressivo tende a scomparire, altrimenti diventa necessario farsi aiutare da esperti di salute mentale, lo psicologo e in alcuni casi anche dallo psichiatra.

I sintomi o campanelli di allarme più comuni sono:

• l’umore è nero per la maggior parte del giorno,
• calo dell ’interesse per quello che prima era considerato piacevole e per le attività principali (lavoro, accudimento di sé),
• uno o più dei seguenti sintomi: perdita di peso disturbi del sonno, mancanza di energia, scarsa concentrazione; aumento dell’indecisione, senso di inadeguatezza, pensieri di morte, colpa

Qualche consiglio

Proviamo a prendere la buona abitudine di ascoltare le nostre emozioni, i nostri stati d’animo e la nostra “pancia” (“Perchè mi sento così?””Cosa significa per me questa cosa?”) accogliamo la malinconia e la tristezza se si presentano in determinati momenti e circostanze e cogliamo gli eventuali campanelli di allarme sopra elencati.

Potremmo anche tenere un diario delle emozioni da scrivere giornalmente, può servire a monitorare il nostro umore e a rivolgersi, eventualmente, a uno psicologo.

 

Dott.ssa Tiziana Montalbano

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